Alice nasce a Praga, nei primissimi anni del secolo nuovo, da una famiglia di ebrei benestanti. Sua madre, Sofie, è amica d’infanzia di Gustav Mahler, i conoscenti più intimi della sua famiglia sono Franz Kafka e Max Broad, Sigmund Freud e Franz Werfel sono di casa. La musica, grazie alla sorella Irma, entra nella sua vita da bambina e studiare pianoforte è per lei un gesto naturale, come respirare. Ma c’è un primo ostacolo lungo una carriera ancora acerba: lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. L’azienda di bilance fondata dal padre fallisce, la famiglia scopre l’umiliazione della povertà e Alice deve aspettare la fine della guerra per iscriversi nel 1919, a 16 anni, al Conservatorio tedesco di Praga. Il talento non le manca: arriva prestissimo al diploma e inizia una carriera folgorante. Suona in diretta alla Radio di Praga e in moltissime città tedesche e boeme. Nel 1931 si sposa con Leopold Sommer, un commerciante appassionato di musica, e sei anni dopo nasce il loro primo e unico figlio, Raphael, destinato a diventare, nel dopoguerra, un violoncellista famoso. Ma la Storia si accanisce nuovamente contro di lei. Nel 1938 la Cecoslovacchia viene invasa dalla Germania di Hitler, buona parte della sua famiglia emigra in Palestina, ma lei rimane insieme al marito e al figlio per assistere la madre. Nell’estate del 1943 non possono evitare la deportazione a Terezin, il ghetto destinato agli artisti praghesi: prima la madre, della quale perde le tracce, poi il marito, che morirà di tifo a Dachau, e infine lei stessa insieme a Raphael. I due anni di reclusione a Terezin sono un inferno: fame, malattie, violenze. A salvarla è la musica: nel ghetto che i nazisti, per dimostrare la loro indulgenza nei confronti degli ebrei, cercano di trasformare in un campo-modello, tiene più di cento concerti e le viene risparmiato, insieme al figlio, il trasferimento forzato ad Auschwitz. Dopo la guerra, nel 1949, Alice decidere di ricongiungersi con la propria famiglia e si trasferisce a Gerusalemme, dove insegna al Conservatorio e tiene, una volta a settimana, un celebre salotto musicale al quale partecipano tutti musicisti più celebri di passaggio in Israele: Bernstein, Stern, Rubinstein, Zubin Mehta, Daniel Barenboim che diventano, tutti, suoi amici. Arrivata all’età della pensione, nel 1986, Alice per restare accanto al figlio, si trasferisce a Londra, in un semplice appartamento di Belsize Park. Raphael scomparirà ben prima di lei, nel 2001, per un ictus improvviso al termine di un concerto a Tel Aviv. Lei vivrà altri dieci anni e si spegnerà, consumata dalla vecchiaia, il 23 febbraio del 2014. Pochi mesi dopo uno dei molti documentari girati sulla sua vita, “The Lady in Numer 6”, vincerà l’Oscar della Academy Award per il migliore documentario breve dell’anno. Ma Alice non l’ha mai saputo. (gb)