IN QUESTO TEMPO, IN QUESTA TEMPESTA

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una produzione Officine della Cultura
con il contributo di Ministero della Cultura e Regione Toscana

IN QUESTO TEMPO, IN QUESTA TEMPESTA

Un pianoforte lungo un secolo

attrice Ottavia Piccolo

testo Guido Barbieri
pianoforte Paolo Marzocchi
soprano Valentina Coladonato

Musiche di Viktor Ullmann, Gustav Mahler, Gideon Klein, Ilse Weber, Ludwig van Beethoven, Leonard Bernstein, Paolo Marzocchi

È stato un tempo di tempeste, il Novecento. Incendi che hanno infuocato la storia, venti che hanno agitato le vele delle arti, uragani che hanno sconvolto le vite quotidiane di milioni uomini, donne, bambini. Alice Herz Sommer, di professione pianista, le ha vissute tutte, da dentro, da protagonista le tormente del secolo breve, un secolo che per lei è stato lungo, lunghissimo, interminabile. Nata nel 1903 e scomparsa nel 2014 ha trascorso i suoi 111 anni di vita senza mai perdere la strada di fronte ai dolori profondi e alle gioie effimere che vissuto. Per anni è stata la pianista più longeva dei due mondi e per molto tempo la più anziana sopravvissuta della Shoah. Ma di questi “primati” Alice non si è mai curata, tesa a vivere intensamente il proprio presente: ha suonato tutti giorni, per tre ore, fino a 109 anni e con i suoi libri, i suoi racconti, le sue interviste ha tenuto in vita la memoria, pubblica e privata, del proprio passato. La sua esistenza ha toccato e oltrepassato i limiti del Novecento e di questo secolo folle è ancora oggi la testimone perfetta.

Alice nasce a Praga, nei primissimi anni del secolo nuovo, da una famiglia di ebrei benestanti. Sua madre, Sofie, è amica d’infanzia di Gustav Mahler, i conoscenti più intimi della sua famiglia sono Franz Kafka e Max Broad, Sigmund Freud e Franz Werfel sono di casa. La musica, grazie alla sorella Irma, entra nella sua vita da bambina e studiare pianoforte è per lei un gesto naturale, come respirare. Ma c’è un primo ostacolo lungo una carriera ancora acerba: lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. L’azienda di bilance fondata dal padre fallisce, la famiglia scopre l’umiliazione della povertà e Alice deve aspettare la fine della guerra per iscriversi nel 1919, a 16 anni, al Conservatorio tedesco di Praga. Il talento non le manca: arriva prestissimo al diploma e inizia una carriera folgorante. Suona in diretta alla Radio di Praga e in moltissime città tedesche e boeme. Nel 1931 si sposa con Leopold Sommer, un commerciante appassionato di musica, e sei anni dopo nasce il loro primo e unico figlio, Raphael, destinato a diventare, nel dopoguerra, un violoncellista famoso. Ma la Storia si accanisce nuovamente contro di lei. Nel 1938 la Cecoslovacchia viene invasa dalla Germania di Hitler, buona parte della sua famiglia emigra in Palestina, ma lei rimane insieme al marito e al figlio per assistere la madre. Nell’estate del 1943 non possono evitare la deportazione a Terezin, il ghetto destinato agli artisti praghesi: prima la madre, della quale perde le tracce, poi il marito, che morirà di tifo a Dachau, e infine lei stessa insieme a Raphael. I due anni di reclusione a Terezin sono un inferno: fame, malattie, violenze. A salvarla è la musica: nel ghetto che i nazisti, per dimostrare la loro indulgenza nei confronti degli ebrei, cercano di trasformare in un campo-modello, tiene più di cento concerti e le viene risparmiato, insieme al figlio, il trasferimento forzato ad Auschwitz. Dopo la guerra, nel 1949, Alice decidere di ricongiungersi con la propria famiglia e si trasferisce a Gerusalemme, dove insegna al Conservatorio e tiene, una volta a settimana, un celebre salotto musicale al quale partecipano tutti musicisti più celebri di passaggio in Israele: Bernstein, Stern, Rubinstein, Zubin Mehta, Daniel Barenboim che diventano, tutti, suoi amici. Arrivata all’età della pensione, nel 1986, Alice per restare accanto al figlio, si trasferisce a Londra, in un semplice appartamento di Belsize Park. Raphael scomparirà ben prima di lei, nel 2001, per un ictus improvviso al termine di un concerto a Tel Aviv. Lei vivrà altri dieci anni e si spegnerà, consumata dalla vecchiaia, il 23 febbraio del 2014. Pochi mesi dopo uno dei molti documentari girati sulla sua vita, “The Lady in Numer 6”, vincerà l’Oscar della Academy Award per il migliore documentario breve dell’anno. Ma Alice non l’ha mai saputo.  (gb)