TEMPI MODERNI – La finale delle schiappe

mercoledì 29 luglio 2020 | 19:00 e 21:30
tempi-moderni

TEMPI MODERNI – La finale delle schiappe

testo di Samuele Boncompagni
musiche di Økapi
coreografie di Roberto Castello
con Silvia Frasson
danzatrice Giselda Ranieri
costumi Desirée Costanzo

ore 19:00 – Giardini di Piazza Matteotti
ore 21:30 – Piazza Del Municipio

posti limitati ingresso libero su prenotazione

produzione ALDES
in collaborazione con Officine della Cultura di Arezzo
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana Sistema Regionale dello Spettacolo, Comune di Capannori, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

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All’inizio del 2020 il teatro non godeva già di ottima salute, poi è arrivato il Covid 19 che ha trasformato le sale teatrali in luoghi pericolosi. I teatri non sono praticabili? Bene, allora andiamo sotto casa degli spettatori, non è così che si faceva teatro qualche secolo fa?
Ancora agli inizi del ‘900 artisti del varietà impegnati, colti e raffinati come Petrolini, Viviani, Totò, Chaplin, e molti altri parlavano una lingua che tutti capivano. Perché non tentare di trasformare la crisi che stiamo vivendo nell’occasione per provare a riprendere il filo di quel discorso?
“Tempi Moderni – La commedia rivista” ha posto la domanda a 4 drammaturghi, 4 attori, 4 compositori, 4 danzatori, una costumista e un coreografo. Le risposte sono 4 mini varietà che nei prossimi mesi andranno in giro per corti, cortili e piazzette della Toscana.
Il primo a debuttare è “La finale delle schiappe” un testo originale di Samuele Boncompagni, interpretato da Silvia Frasson. Un lavoro in cui si narra dell’incontro fra la duecentoduesima e la duecentotreesima squadra nella classifica FIFA, il Bhutan e Montserrat, svoltosi appunto in Bhutan, nel cuore dell’Himalaya, nel giugno 2002 mentre Germania e Brasile si giocavano il titolo Mondiale. Un illuminante squarcio su un mondo dello sport, tanto lontano dai riflettori quanto profondamente umano, intercalato dai trascinanti mash-up musicali di Økapi sulle quali Giselda Ranieri, su coreografia di Roberto Castello e con i costumi di Desirée Costanzo, si cimenta in una serie di danze scatenate.