Lucignano.
L’edificio di Palazzo Pretorio, sede del Museo
Comunale |
Fondato
nel 1924, il Museo Comunale di Lucignano
è ospitato al pian terreno del Palazzo Comunale,
ex Palazzo Pretorio (secc. XIII-XV).
Vi si accede dalla sala di ingresso del Palazzo attraverso
una porta a sesto acuto - primo ingresso principale
del Palazzo - che introduce ad un corridoio coperto
da una volte a botte sul quale si aprono due sale laterali
comunicanti e la Sala delle Udienze dell’antico
Tribunale… |
Sala I
Lungo il lato sinistro della sala sono sistemati i due
pesi dell’antico meccanismo dell’orologio
della torre soprastante il Palazzo. Sul lato destro
sono poste due coppie di “Testate di bara”
(secc. XVII-XVIII) di scuola aretino-senese dipinte
in entrambe le facciate. La prima (“L’incoronazione
della Vergine” e la “Visitazione”),
datata 1626, è stata attribuita alla bottega
di Sebastiano Folli (Siena 1569-1621). La seconda -
datata anch’essa 1626 - raffigura un ”Cristo
in pietà sorretto da due angeli”
(bottega di Sebastiano Folli, recante la scritta in
alto in latino: “Hodie mihi cras tibi”,
“Oggi a me domani a te”)
e un’ “Annunciazione”
di Sebastiano Folli. La terza ritrae “San
Carlo Borromeo” e “Cristo
redentore” (1627) e la quarta “San
Biagio e San Michele Arcangelo” e “San
Francesco e San Felice Papa”. Entrambe
sono di bottega aretino/senese.
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Bottega
aretino/senese, Testata di bara,
“San Biagio e San Michele Arcangelo” |
Lippo
Vanni, “Madonna in trono con il Bambino tra San
Giovanni Battista e San Pietro” |
All’interno
della vetrina posizionata alla fine del corridoio sono
esposti alcuni oggetti provenienti dal Santuario di
Santa Maria della Querce: un Turibolo e navicella
(datati 1628); uno stupendo Cofanetto in legno
e osso, opera della Bottega degli Embriachi (Genova,
fine sec. XIV-inizi XV); una tavoletta di Lippo Vanni
(doc. 1344-1373) raffigurante una “Madonna
in trono con il Bambino tra San Giovanni Battista e
San Pietro” (sec. XIV) che in origine
faceva parte di un’anconetta (poi rubata nel 1974);
una Croce astile di bottega umbro/toscana raffigurante
“Cristo Crocifisso con Dio padre tra San
Sebastiano e San Rocco” (sec. XVI). |
Croce
astile di bottega umbro/toscana, “Cristo Crocifisso
con Dio padre tra San Sebastiano e San Rocco”
|
Autore
ignoto, “Santa Caterina da Siena in preghiera”
|
| Sulla
parete di fronte si trova un Inginocchiatoio di manifattura
toscana (sec. XVII) e un ovale di autore ignoto raffigurante
“Santa Caterina da Siena in preghiera” (sec.
XVIII).
Sulla parete di fondo è posizionata una “Sacra
famiglia con Angeli e Santi” di autore anonimo
toscano, proveniente dall’Ospedale di Lucignano.
In basso si può leggere: “Fatto all’tempo
del’Sig.e Mariano Baffi [spedalingo] la 1701”. |
| Sala
II Nella
prima delle due sale comunicanti troviamo due interessanti
tavole di Luca Signorelli (ca. 1450-1523)
rappresentanti “San Francesco che riceve
le stimmate” e una “Madonna
col Bambino”. La prima opera è
riconducibile ad un intervento del Signorelli effettuato
nel 1482 sull’armadio che, nella Chiesa di San
Francesco, doveva contenere il celebre reliquiario detto
“Albero della Vita” o “Albero
d’oro”. La seconda doveva far parte
di un’opera più ampia, come dimostra lo
sfondo in oro puntinato e la soppressione delle figure
ai lati della Madonna. Sulla base della cornice si può
leggere: “Verbum caro factum est et abitavit
nobis”, “Il Verbo si è
fatto carne ed è venuto in mezzo a noi”.
Nella medesima sala si trovano anche un pannello intagliato
di manifattura toscana (sec. XVII), un cassone quattrocentesco
e un seggiolone e una sedia del XVII secolo.
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Luca Signorelli, “San Francesco che riceve le
stimmate”
|

Luca Signorelli, “Madonna col Bambino”
|
| Sala
III
Nella Sala III sono collocate diverse opere di scuola
senese databili tra il XIII ed il XV secolo. Una bellissima
“Madonna col Bambino in trono e donatrice”
(ca. 1320) attribuita a Niccolò di Segna (notizie
1331-1345), con la donatrice raffigurata in basso a
destra e la scritta “Monna Muccia moglie
che fu di Guerrino Ciantari”, oltre ad
un bel trittico di Bartolo di Fredi (1330 ca.-1410)
rappresentante una “Madonna col Bambino
e i Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista”
(sec. XIV).
Nella parete di fondo è esposta un’opera
di Pietro di Giovanni d’Ambrogio (ca. 1409-1449)
raffigurante “San Bernardino da Siena”
(1448) che ammonisce al disprezzo delle cose terrene
e tiene sotto i piedi le mitrie, simboli del potere
ecclesiastico (messo in evidenza dal contrappunto dei
colori blu ed oro di sfondo del dipinto che la critica
ha definito unanimemente un autentico capolavoro. |
Bartolo
di Fredi, “Madonna col Bambino e i Santi Giovanni
Battista e Giovanni Evangelista”
|
Niccolò
di Segna, “Madonna col Bambino in trono e donatrice”
|
Bottega
umbra, “Crocifissione” |
Dall’altro
lato, sulla stessa parete, si può ammirare una
“Crocifissione” del XIII
secolo - fortunosamente recuperata durante i lavori
nel Palazzo Comunale - che studi recenti hanno attribuito
ad ambito umbro. Per la vivacità dei suoi colori
e per i particolari dei personaggi è ritenuta
un’opera di grandissimo valore artistico e culturale.
Al centro della sala è posto un tavolo seicentesco
in noce “a fratina” e sulla
parete di fondo un tripode in ferro battuto con ornamenti
traforati nella parte superiore, appoggio per braciere
o bacile (sec. XV); un seggiolone e uno sgabello in
legno (sec. XVII). |
Sala
IV
La volta e le lunette della Sala delle Udienze dell’antico
Tribunale sono affrescate con un ciclo di uomini illustri,
omaggio alla grandezza degli antichi ed insieme esempio
per coloro che dovevano amministrare la giustizia. Il
ciclo - realizzato tra il 1410 ed il 1479 - si colloca
nella tradizione delle rappresentazioni degli eroi antichi,
tratti dalla storia romana e dalla Bibbia (da Salomone
a Virgilio, da Aristotele a Giano, etc.), che a partire
dal XIV secolo compaiono nelle decorazioni delle sale
dei Palazzi Pubblici da Firenze a Siena. Un’iscrizione
nella parete d’ingresso ne ricorda la sua funzione
e recita: “Parla pocho odi assai guarda
el fine de ciò che fai” ed ancora
un’altra iscrizione ammonisce: “Odite
l’altra parte”.
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Sala
delle Udienze, Particolari degli affreschi |
Sala
delle Udienze, Particolari degli affreschi |

“Albero
della Vita”
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Al
centro della Sala è collocata una vetrina contenente
l’Albero della Vita o Albero d’oro o Albero
di Lucignano. Si tratta dell’unico esempio al
mondo di reliquiario a foggia d’albero. Alto 2,90
metri, la sua realizzazione ha richiesto oltre centoventi
anni di lavorazione: iniziato nel 1350 è stato
terminato nel 1471 dal noto orafo senese Gabriello d’Antonio.
La sua composizione di rame dorato e argento, le sue
decorazioni con smalti, cristalli di rocca e coralli
e miniature lo rendono un oggetto artistico di raro
pregio e di straordinaria bellezza. Una grande base
sorregge un tempietto gotico sul quale si innesta l’albero
vero e proprio formato da dodici rami (sei per parte)
decorati con foglie di vite, piccole teche e medaglioni,
su cui sono incastonati dei rametti di corallo. Sulla
sommità dell’albero sono collocati un Cristo
crocifisso e sopra di esso un pellicano che si becca
il petto, a rappresentare l’animale che si ferisce
per sfamare i propri piccoli, così come Cristo
ha versato il proprio sangue - simboleggiato dal corallo
- per poter generare una nuova vita.
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Orario
estivo
Lunedì: Chiuso
Martedì: 10.00-13.00/14.30-18.00
Mercoledì: Solo su prenotazione per gruppi
con più di 15 persone
Giovedì: 10.00-13.00/14.30-18.00
Venerdì: 10.00-13.00/14.30-18.00
Sabato: 10.00-13.00/14.30-18.00
Domenica: 10.00-13.00/14.30-18.00
Orario
invernale
Lunedì: Chiuso
Martedì: 10.00-13.00/14.30-17.30
Mercoledì: Solo su prenotazione per gruppi
con più di 15 persone
Giovedì: 10.00-13.00/14.30-17.30
Venerdì: 10.00-13.00/14.30-17.30
Sabato: 10.00-13.00/14.30-18.00
Domenica: 10.00-13.00/14.30-18.00
Informazioni
e prenotazioni
Tel. +39 (0) 575 838001 (Museo Comunale) - 836899
(Ufficio Cultura) Fax +39 (0) 575 838026
www.comune.lucignano.ar.it
lucignano@comune.lucignano.ar.it
LUCIGNANO. ARTE, SAPORI,
RELAX TRA LE COLLINE TOSCANE
PROPOSTE TURISTICHE
AD AREZZO E IN VALDICHIANA
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