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stagione
teatrale 2007 - 2008
inizio spettacoli ore
21.15
quando non indicato diversamente
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giovedì 8 novembre h. 21.15
Teatro popolare d’arte/Rete teatrale aretina
GLI ENIGMI DI KASPAR HAUSER
esempio di un attentato alla vita spirituale
da Peter Handke e Werner Herzog
un progetto di Gianfranco Pedullà
diretto da Gianfranco Pedullà, Nicola Rignanese, Donatella Volpi
con Andrea Alija
e con Monia Baldini, Marco Tannini, Sara Giulivi, Francesco Vasarri, Chiara Renzi, Tito Anisuzzamann, Michela Franci, Andrea Checchi
e con Gianfranco Pedullà
progetto video Massimo Carboni
A seguito del successo riportato nel primo allestimento nella Casa Circondariale di Arezzo è nata l’idea di una trasposizione laboratoriale fuori dal carcere attraverso un laboratorio teatrale rivolto a giovani attori sostenuto dalla Provincia di Arezzo e dalla Regione Toscana. Il laboratorio ha teso a riutilizzare alcuni materiali scenici del lavoro originario ma collocandoli in un nuovo contesto più contemporaneo. Questo sperduto Kaspar arriva in un particolare luogo di rieducazione dove incontra una comunità di giovani che gli insegna a comportarsi in società. In realtà si tratta di un insegnamento del linguaggio: camminare, parlare, scrivere, mangiare, danzare. In questo luogo, forse proprio un palcoscenico, si compie quello che appare come un attentato alla sua vita spirituale. Il tema è quello dell’identità, del conoscere e del riconoscersi. Uno strano addestramento alla vita e alla morte. |
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venerdì 16 novembre
h. 21.00
presentazione Fulvio Turtulici, Il mare color catrame
intervento di Carmelo Mezzasalma
h. 21.30
Compagnia Teatro delle Albe
La Canzone dei F(elici) P(ochi) e degli I(nfelici) m(olti)
di Elsa Morante
con Alessandro Argnani, Luca Fagioli, Roberto Magnani, Alessandro Renda
ideazione e regia Marco Martinelli
Elsa Morante da sempre ci accompagna il lavoro del Teatro delle Albe, una delle principali esperienze di nuovo teatro inItalia.. Ora, a vent’anni dalla morte, di lei si parla poco. Quello che ci ha toccato è che, oltre ad aver previsto la grande omologazione e il regno degli “Infelici Molti”, possedeva una sorta di “premura rivoluzionaria”.
La canzone degli F(elici) P(ochi). e degli I(nfelici) M(olti) lancia un messaggio eretico: si può essere felici! Anche in un mondo di cinici, di manipolatori e consapevolmente manipolati, di <<berlinesupermolleggiatefuoriserieultimomodello, di camicie regolarmente lavate stirate disinfettate>>. Anche in questa dittatura della felicità nella quale viviamo dove i felici, quelli veri, sono pericolosi eversori guardati con sospetto. In scena il testo della Morante diventa lo sproloquio di un “Pazzariello” inseguito da un medico e due infermieri; interpreti di questa “lettura pubblica” sono i quattro giovani attori del Teatro delle Albe, provenienti dalla non-scuola di Ravenna e dallo spettacolo - simbolo della compagnia - I Polacchi.
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venerdì 23 novembre h. 21.30
Giuseppe Cederna
IN VIAGGIO
la meraviglia, il dolore, l’anima del mondo.
di Giuseppe.Cederna e Francesco Niccolini
musiche scritte ed eseguite dal vivo da Alberto Capelli (chitarra acustica, elettrica, sitar)
Frammenti di Orientoccidente - autunno 2007
in collaborazione con la Libreria Fahrenheit 451 di S. Giovanni Valdarno
INSERIRE LOGO orienteoccidente
Da un’isola del Mediterraneo alla guerra civile in Somalia, dalle bidonvilles di Nairobi al Grande Viaggio verso le sorgenti e le confluenze del Gange.
E’ solo un caso ò c’è un Dio che si diverte a darci lezioni di danza in giro per il mondo?
La paura delle armi puntate, le lacrime per un aereo che non arriva: come il viaggio ti può trasformare e trasformarsi, grazie al teatro, in un’esperienza collettiva.
E poi il racconto di un pellegrinaggio alle sorgenti e alle confluenze del Gange. L’odore dell’India, i mercati, la notte in treno, gli incontri straordinari e le avventure sulla strada verso l’Himalaya. Il leopardo delle nevi, il vecchio che combatte la grande diga e le contadine che custodiscono la biodiversità. Il fuoco dei bivacchi sotto le stelle e le poesie. Le parole giuste che illuminano la strada e riscaldano il cuore. |
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giovedì 13 dicembre h. 21.15
Nicola Rignanese
AUTORITRATTO CON PROBLEMI
Un’aiutobiografia
di Nicola Rignanese, Antonio Albanese, Michele Serra, Piero Guerrera
Si comincia da molto lontano, gli anni '60, e si parte da una terra che pare lontana, un posto indefinibile, una città che non è proprio una città. Si passa poi per le periferie, luoghi indefiniti e spesso neanche finiti, visti ovunque, al Sud, al Centro, al Nord: luoghi dove tutto è uguale a tutto. Non c'è tregua. La trama, il tessuto, il vissuto, anni e anni di episodi, ricordi, calde sere estive, il pallone, le sigarette, gli amori che rincorri e ti restano negli occhi, quelle ragazze che a ripensarci un attimo ti torna su un sorriso incantato, poi ti riprendi e riassumi l'espressione balorda di sempre, così per darti un tono attuale. Le canzoni, il Festival, o il Cantagiro, quell'immagine curiosa che l'Italia ci rimanda, come l'irrequieta malinconia di Tenco, quei versi quasi parlati. Tutto ritorna a galla, tutto serve a formarci e renderci quello che siamo, sono cose che ci raccontano meglio di una scheda dell'anagrafe, di un certificato medico, di una radiografia.
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venerdì 21 dicembre h. 21.15
Compagnia Distilleria teatrale Cecafumo
PEER GYNT
da Henrik Ibsen
di e con Irene Biancalani, Roberto Caccavo, Francesco Rotelli
progetto scenico Francesco Rotelli
collaborazione alla scenografia Erika Barresi
musiche di E.Grieg rielaborate da Massimo Liverani
costumi Silvia Bartolini e Costanza Turchi per Clotilde
Prodotto da Arteriosa per Ibsenear festival.
Nel testo di Ibsen tutto è vissuto sul sottilissimo confine tra sogno e vita, i limiti umani e reali si perdono, gli spazi si susseguono quasi senza una logica, se non quella del flusso mentale del protagonista, che vive nei suoi mondi deliranti. La ricerca di sé porta Peer in un viaggio fantastico, fatto tempi e luoghi non misurabili.
La bella e fresca messa in scena della Distillerie affronta il testo mettendo in risalto la dimensione della favola che si trasforma in una macchina di incubi-sogni-desideri. Nel suo viaggio il protagonista incontrerà donne e uomini, proiezioni della madre e del padre. Sfuggire il quotidiano, la realtà, vivere e far vivere la dimensione mentale di Peer, alla ricerca verso altro, in netto contrasto con la vita immobile di oggi, dove la creazione è vietata, gli istinti programmati, i sogni a pagamento.
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sabato 19 gennaio h. 21.15
Compagnia Diesis Teatrango
READS ON THE ROAD
da Jack Kerouac
con Moreno Betti, Simone Martini, Massimo Currò,
regia Piero Cherici
percussioni Gianni Zito
armonica Gianluca Magini
Sono passati “soltanto” cinquant’anni da quando Jack Kerouac dette alle stampe il manoscritto di Sulla strada, un rotolo di carta scritto fitto fitto, che poi sarebbe diventato la Bibbia della Beat generation.
Con questa performance la compagnia teatrale Diesis Teatrango vuole rendere omaggio allo scrittore statunitense e al suo capolavoro, presentandolo “sulla strada”, attraverso un reading di alcuni dei più indicativi passi del romanzo, accompagnato dalla musica ispirata a Charlie Parker e dal ritmo di azioni teatrali.
h. 22.30
Tony Borlotti e i suoi Flauers in Concerto
in collaborazione con Associazione AUTONOMARTE
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sabato 2 febbraio h. 21.15
Compagnia La Contemporanea
presenta
OTTAVIA PICCOLO
in
PROCESSO A DIO
di Stefano Massini
con Vittorio Viviani e Silvano Piccardi
e con Olek Mincer, Enzo Curcurù,
Francesco Zecca
regia Sergio Fantoni
scene e costumi Gianfranco Padovani
Ho lavorato su Processo a Dio come forse si lavora ad una statua: ho sgrossato il blocco di marmo per poi scendere sempre più nel dettaglio: un passo dopo l’altro mi si rivelavano i tratti dei personaggi, i nodi della vicenda, le dinamiche della trama, il disegno del dialogo. Giorno dopo giorno ha preso vita sulla carta la febbre di Elga Firsch, attrice ebrea di Francoforte che a tutti i costi vuole Dio alla sbarra. E ancora - giorno dopo giorno - le si sono affiancati il rabbino Nachman difensore di Dio, il giovane Adek smanioso di vendetta, lo Scharführer Reinhard relitto del Reich e i due anziani Solomon e Mordechai, giudici severi di un processo che non può non farsi gara dura, senza esclusione di colpi, combattuta con l’istinto feroce dei sopravvissuti.
Per questa interpretazione Ottavia Piccolo ha ricevuto il Premio Olimpico 2007 per il teatro come migliore attrice protagonista. |
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venerdì 15 febbraio h. 21.15
Compagnia Teatro dei Ricomposti di Anghiari
CLASH TO ME
con Andrea Merendelli e gli Stra
in collaborazione con l’Associazione AUTONOMARTE
Sul palco ci sono due chitarre, un basso e la batteria. Poi c’è un campionatore che circonda il tutto di suoni, spezzoni musicali, frammenti casuali di speaker radiofonici e televisivi che raccontano la fine del secolo scorso. Sullo sfondo una garza, un velo dove loro, i CLASH, appaiono come numi tutelari in carne e immagini. E poi un attore che racconta. Sì, perché CLASH TO ME è ‘anche’ uno spettacolo teatrale. Eppure l’attore punk sarà punk per sempre, anche a 40 anni, senza capelli e con la pancia sfatta dai grassi e dal malto del secolo scorso e del secolo presente. Racconta sul palco una storia (fuori tempo) con le musiche dei CLASH e con tanti eroi minori che nessuno conosce di persona, ma che tutti hanno avuto vicino. Eroi sbandati e senza futuro che hanno tratti e maledizioni facilmente riconoscibili da chi ha vissuto la stagione d’oro placcato del punk-rock. CLASH TO ME è il racconto (aspro, comico e tragico) di una rivolta che forse non è mai esistita, ma che ha marcato a fuoco l’attore punk e tutti quelli come lui. Suoni, musica, video e rabbia al ritmo che brucia ancora e brucerà sempre. Quello dei CLASH. |
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sabato 23 febbraio, h. 21.15
Compagnia teatrale Krypton
ORESTEA
di Eschilo tradotto da P.P.Pasolini
con Fulvio Cauteruccio, Lorella Serni, Paolo Lorimer, Cristina Borgogni
coro Laura Bandelloni, Francesca Cipriani, Umberto D’Arcangelo, Irene Mirabedini
scenari video live Andrea Montagnani
regia Fulvio Cauteruccio
Con questa Orestea le mie due diversità finalmente si sposano in un ideale percorso autonomo, dove la traduzione di P.P. Pasolini fa da spartiacque tra la tradizione e il nuovo.
Il progetto nasce dalla tragedia degli Atridi, ripercorsa come in un film di Quentin Tarantino, che racconta del male e dei mali collaterali a esso, amplificandoli e ridicolizzandoli. Questo lavoro osserva come l’umanità stenta a riconoscere il male, come l’uomo non abbia ancora imparato, malgrado la storia insegni, che il dialogo tra culture può essere più forte di una qualsiasi esplosione bellica.
Un progetto che nasce con l’intento di attrarre il pubblico di nuova generazione e di sollecitare in esso l’interesse per i classici, attraverso linguaggi innovativi della scena, l’azione video in tempo reale, le musiche rock, per attivare un uso della “parola” tutt’altro che convenzionale.
(Fulvio Cauteruccio). |
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venerdì 7 marzo h. 21.15
Officine della cultura
PICCOLO PRINCIPE
da Antoine .Saint-Exupéry
con Samuele Boncompagni
disegni dal vivo di Alvalenti
musiche originali di Massimo Ferri
eseguite dal vivo da
Sergio Odori (percussioni)
Luca Baldini (basso tastiere)
Massimo Ferri (chitarra classica – bouzouki)
Gianni Micheli (clarinetti e sax soprano)
voce Stefano Ferri
regia Gianfranco Pedullà
Lo spettacolo vede in scena un narratore/aviatore circondato da quattro musicisti ed un cantante. E sullo sfondo la proiezione delle illustrazioni disegnate dal vivo da Alvalenti, affermato grafico, illustratore e umorista.
Un racconto, un concerto, un intreccio tra musica, teatro ed immagini. Ma anche un gioco in cui tutti saranno coinvolti a ricordare, a raccontare, a disegnare: una pecora, un serpente boa dal di fuori o… dal di dentro.
È la storia più semplice e allo stesso tempo più intensa che tutti noi abbiamo letto. Una storia per ragazzi, ma soprattutto per quegli adulti che non si sono mai dimenticati completamente di essere stati bambini. |
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venerdì 28 marzo h. 21.15
Compagnia Teatro a Manovella
SOIRE'E COCTEAU
da La voce umana e Il Bell’indifferente di Jean Cocteau
con Federica Bagnetti e Laura Croce
regia Massimo Alì
Due atti unici. Due donne. Un solo tema. Un unico autore, il grande ed eclettico Cocteau che ci racconta questo amore disperante e disperato. Due dialoghi fitti dove nulla si dice davvero, tutto si intuisce dalle parole delle due protagoniste travolte da una passione cieca e distruttiva.
Nel La voce umana una donna, invano, tenta di trattenere a sé il suo amante che sta per sposare un’altra. Ne Il Bell’indifferente una cantante si ritrova nella sua stanza d’albergo, sola, al termine dello spettacolo e attende l’incontro con il suo uomo.
Cocteau, con la sua ironia, sembra trovare nella dolente solitudine dell’artista, una volta spente le luci alla ribalta, la metafora più diretta del nostro spaesamento odierno. |
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giovedì 3 aprile, h. 21.15
Accademia della Follia
Dott. Semmelweis
Quando la realtà si presenta come l’unica verità, mente!
con Claudio Misculin, Livio Struja, Dario Kuzma, Giuseppe Feminiano, Gabriele Palmano, Donatella Di Gilio, Valentina Sussi, Sabrina Nonna, Marco Festuccia, Giulia Misculin
regia Claudio Misculin
Louis-Ferdinand Céline racconta, nel libro Il dottor Semmelweis, la storia di colui che viene chiamato il debellatore dell’infezione puerperale. In tutti gli ospedali europei della metà dell’ ‘800, la mortalità tra le partorienti è elevatissima. Ignàc Philipp Semmelweis, medico ungherese, scoprì, nel policlinico della Vienna imperiale, la causa dell’epidemia di morte post partum. Grazie ad una scoperta enorme, eppure semplicissima: osservò che le puerpere venivano infettate dai medici che avevano appena sezionato cadaveri. Erano i medici, con le loro mani infette a diffondere la febbre puerperale. Imponendo la disinfezione, Semmelweis si rivelò l’unico non colpito dalla mostruosa cecità della scienza nel suo secolo, che trattava morte e nascita come fossero la stessa cosa. A Vienna l’importanza delle sue ricerche non viene riconosciuta e Semmelweis fu rimandato a casa a morire di incomprensione e follia. Cinquant’anni dopo Pasteur scoprirà la verità microbica. |
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martedì 29 aprile h. 21.15
Compagnia Teatro popolare d’arte
ANTEPRIMA NAZIONALE
Re, popolo e buffoni
Un progetto di produzione teatrale di
Gianfranco Pedullà
con Nicola Rignanese e Rosanna Gentili
(cast in definizione)
La serata inaugura un progetto triennale del Teatro popolare d’arte, dedicato a storie di re, storie di popolo, storie di buffoni.
Il progetto affronterà con metodi e progetti differenziati, lo studio e l’allestimento di opere teatrali da Eugene Ionesco, Michel Deghelderode, Alfred Jarid e William Shakespeare.
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Prezzi e biglietti
Platea
Intero € 12,00 Ridotto * € 10,00
Galleria
Intero € 10,00 Ridotto* € 8,00
Studenti € 8,00
Abbonamenti
Intero € 50,00 per 6 spettacoli serali a scelta
Ridotto* € 40,00 per 6 spettacoli serali a scelta
La scelta degli spettacoli deve essere effettuata all’atto dell’acquisto, con riconferma del posto, almeno tre giorni prima dello spettacolo scelto
*ridotto: soci Rete Teatrale Aretina, abbonamenti delle stagioni di Anghiari, Bibbiena, Monte San Savino
N.B la gestione si riserva la possibilità di modificare alcune date per motivi non dipendenti dalla propria volontà. Qualsiasi modifica sarà tuttavia comunicata agli abbonati e al pubblico.
INFO e PRENOTAZIONI
Teatro popolare d’arte 055.711319
www.tparte.it mail tparte@dada.it
Officine della cultura 0575.27961
www.officinedellacultura.org mail info@officinedellacultura.org
Diesis Teatrango 055.992730 mail diesisteatrango@inwind.it |
Le
Officine della Cultura - viale Michelangelo 36/38, 52100
Arezzo - Tel 0575 27961
info@officinedellacultura.org
- www.officinedellacultura.org
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